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UNA STORIA NATA 40 anni fa

I 40 anni di storia della scuola di Alpinismo Bruno e Gualtiero riflette, in piccolo, l’evoluzione della storia dell’alpinismo degli ultimi decenni.

La nascita della Scuola e l’evoluzione dell’alpinismo

La Scuola di Alpinismo di Cinisello Balsamo (Milano) fu fondata nel 1978 da un gruppo di giovani alpinisti che, desiderosi di approfondire l’esperienza delle gite sezionali in montagna, decisero di frequentare alcuni corsi di alpinismo su roccia presso alcune tra le più blasonate scuole lombarde, quali la “Pel e Oss” di Monza e quella dei “Ragni” di Lecco, all’epoca frequentate dai ben noti Bonatti, Cassin e molti altri. Facendo tesoro dell’esperienza fatta con i “grandi” dell’alpinismo, i giovani arrampicatori di Cinisello decisero di fondare un gruppo di “rocciatori” denominato I Rampegheur (il cui simbolo è ancora oggi presente nello stemma della scuola Bruno e Gualtiero) e di abbracciare l’epoca di grandi cambiamenti che stava avvenendo anche in ambito montano. L’arrampicata non era più pervasa dal solo senso di eroismo, ma diventava sempre più un gesto tecnico, atletico ed estetico: lo scarpone lasciò il posto alla scarpetta con la suola in gomma e la nascita dell’imbrago, della corda con calza e di ancoraggi con dadi, cordini e fettucce permise di approcciarsi all’arrampicata con un senso di sicurezza tale da farlo diventare un vero e proprio sport.

In questo periodo di cambiamento ed evoluzione che alcuni ragazzi tra I Rampegheur iniziarono a frequentare la scuola d’Alta Montagna Parravicini del Cai di Milano, diventandone anche istruttori. Tra di essi vi erano Angelo Rocca, Rolando Canuti, Gualtiero Alberti e Gigi Ballabio, i quali decisero di organizzare il primo corso di alpinismo su roccia presso la sezione CAI di Cinisello Balsamo (a cui appartenevano) e quindi dare il via all’attività della Scuola di Alpinismo, all’epoca denominata “Bruno Paterno” in memoria di un caro amico e compagno di cordata caduto durante un’ascensione in Grignetta. Successivamente vennero attivati i primi corsi di alpinismo su ghiaccio, fornendo così una formazione sempre più profonda ai giovani alpinisti in erba e, conseguentemente, anche l’organico della scuola iniziò ad ampliarsi.

I corsi e le prime esperienze sulle grandi vette

Nell’arco degli anni ’80 e ’90, la Scuola di Alpinismo Bruno Paterno divenne una delle 36 Scuole Lombarde ufficiali del CAI. Parallelamente all’organizzazione di corsi base di alpinismo, gli istruttori della Scuola si impegnarono in spedizioni alpinistiche di alto calibro, come la cima Palcaraju nella Cordillera Blanca in Perù (6274 m) o la spedizione all’Aconcagua (6959 m), che permisero ai giovani scalatori di confrontarsi con realtà ben diverse dalle montagne di “casa” e ampliare ulteriormente il carico esperienziale da trasmettere agli allievi della Scuola, sempre più impegnata nell’attività di diffusione dell’alpinismo e dell’arrampicata nell’ambito del milanese e della lombardia.

La Scuola oggi: un riferimento nel panorama milanese

È sempre agli inizi degli anni 2000 che la Scuola prende il nome “Bruno e Gualtiero” (in memoria di Gualtiero Alberti, amico e cofondatore della Scuola che fu stroncato da un malore durante il ritorno da una gita sul Resegone) e ne afferra le redini Michele Rossi, direttore della Scuola fino al 2023, la quale negli ultimi anni ha visto un notevole ampliamento dell’offerta formativa, organizzando durante tutto l’anno corsi (sia di base che avanzati) di Arrampicata su Cascate di Ghiaccio, Scialpinismo e Snowboard alpinismo, Alpinismo su Roccia e su Ghiaccio e Arrampicata Libera, oltre a vantare tra i suoi istruttori molti titolati regionali e nazionali in varie discipline.

 

Ad oggi, la Scuola di Alpinismo Bruno e Gualtiero ha in organico 24 istruttori titolati, di cui 4 nazionali, 44 istruttori sezionali e una decina di aspiranti istruttori ed è annoverata tra le scuole di riferimento del milanese e non solo, grazie alla sua preparazione tecnica, al notevole numero di corsi organizzati e infine, ma non per ultimo, alla grande capacità di saper trasmettere la propria passione per la montagna. Questi anni ci hanno reso consapevoli che l’alpinismo è anche saper consegnare la propria vita nelle mani dell’altro compagno non appena si termina di legarsi al capo opposto della corda, è l’abbraccio dei compagni di cordata quando si è raggiunta la vetta, ma è anche il saluto entusiasta alla fine di una bella giornata, quando ognuno torna dai propri cari.

 “Tornate sani, tornate amici, arrivate in cima: in questo preciso ordine.” (Roger Baxter Jones)

 

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